Castello di Roddi

castello di Roddi

castello di Roddi

Piccolo e prezioso: quasi a volersi celare allo sguardo, si mostra per poi subito nascondersi dietro alla prossima curva. Nato per difendersi, a poco a poco si è di buon grado rassegnato a esser porta spalancata sulle Langhe: dalla sommità della collina il panorama mozza il fiato, fotografia da conservare tra le più care.

Collocato in splendida posizione su una dorsale a dominio della pianura verso Alba, Roddi è un borgo medievale arroccato attorno al suo castello, secondo uno schema caratteristico del paesaggio ondulato delle Langhe. Il paese è posto in posizione dominante sulla valle del Tanaro e viene ricordato in documenti anteriori al Mille, ma le origini sono più antiche, risalenti all’epoca romana.

Il toponimo, di origine celtica – presumibilmente “raud“, o “rod“, ovvero fiume – fa palese riferimento al Tanaro, che scorre nella pianura.

Come attestano alcune edicole funerarie di fattura latina, il sito era già abitato in epoca romana. si tratterebbe del  Castrum  Raudhium, insediamento di importanza strategica, presso il quale nel 101 a. C. il Console Mario sconfisse i Cimbri nella battaglia dei Campi Raudii e nel 402 d. C. il generale Stilicone vinse i Goti di Alarico nella battaglia di Pollenzo.

Il borgo appartenne ai monaci di San Benedetto che vi costruirono un’abbazia dedicata a Santo Stefano, dotata di molte terre, ma ora totalmente scomparsa.

Storia

Il castello venne fatto costruire nel XIV secolo dai Falletti di Barolo,famiglia albese di antica nobiltà presente nella zona con altri splendidi castelli: Castiglione, Serralunga e Castellinaldo. Con il passaggio del Marchesato ai Gonzaga di Mantova, il nuovo signore di Roddi fu Francesco Pico della Mirandola, nipote del famoso letterato.

Tra i successivi proprietari vi furono i Della Chiesa di Saluzzo, marchesi di Cinzano, che ne mantennero il possesso fino all’inizio del XIX secolo e Carlo Alberto di Savoia che l’acquistò nel 1836 senza però mai interessarsene.

 

La struttura

La costruzione si riassume in un nucleo centrale a pianta rettangolare a tre piani terminati da un piano con caditoie e difeso su uno spigolo da una snella torre cilindrica e sul lato opposto da un’altra torre, anch’essa cilindrica, ma più bassa.

Attraverso un ampio vano con porta in legno si accede alla corte, un vasto terrapieno a cortile delimitato da una cinta di sostegno e difesa. L’alta e massiccia costruzione ha conservato fino ad oggi, nonostante i vari passaggi di proprietà e le varie opere di consolidamento, i caratteri tipici della costruzione medioevale, mantenendosi nelle sue linee originali.

Scheda descrittiva in collaborazione con www.barolofoundation.it  e   www.castellodiroddi.it


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